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domenica 25 maggio 2014

TELEVENEZIA - L'emittente locale che ci ha offerto uno spazio



 Spettabile redazione di TeleVenezia

siamo un folto gruppo di giornalai che si sono coalizzati in vari gruppi su Facebook e discutono quotidianamente delle problematiche che comportano il mestiere del giornalaio.
Ci siamo imbattuti nell'intervista al Distributore Locale di Venezia, trasmessa dalla vostra emittente la scorsa settimana. Alcune dichiarazioni del responsabile d'agenzia ci lasciano perplessi, è vero che i loro contratti con i distributori nazionali offrono garanzie limitate però, è altrettanto vero che a differenza del passato, le piazze di distribuzione non hanno alternative.
I distributori locali sono diventati dei colossi che ormai detengono il monopolio della distribuzione su più province.
A volte coprono una intera regione ed è questa la loro potenza contrattuale, il distributore nazionale non può scegliere, non esiste concorrenza, o si appoggia all'unico distributore o, non può distribuire.
Altro particolare che viene omesso nell'intervista è il compenso che il distributore riceve per la manipolazione degli invenduti, le rese insomma, attualmente vengono riversati sulle rivendite diverse migliaia di titoli univoci, siamo attorno ai settemila e questo comporta una massiccia percentuale di resa sui periodici.

Sappiamo che , oltre una certa percentuale di resa, il distributore percepisce un aggio non solo sul venduto come dichiarato ma, anche sul valore del reso, la soglia per questo compenso supplementare dovrebbe aggirasi sul 36% del reso su quanto distribuito, consideriamo che parecchie testate fanno un reso anche dell'80%
Tutte queste migliaia di titoli riversati sulle rivendite comportano per il giornalaio una esposizione economica che spesso non riesce a sopportare, in particolar modo in questo periodo che, definirlo di vacche magre sarebbe un eufemismo.
I distributori locali hanno tutte le statistiche di vendita, sono super attrezzati e conoscono tutti i dati in modo minuzioso, potrebbero con un solo click distribuire le reali quantità di copie di cui la rete ha bisogno, non lo fanno perchè più prodotto viene distribuito è più incassano valuta, la leggenda metropolitana racconta che il giornalaio opera con il contratto estimatorio cioè, paga solo quello che vende, non è così, le forniture vanno pagate anticipatamente, ogni settimana paghi quello che ti è stato fornito, e lo devi pagare puntualmente, lo stesso giorno che il distributore ha deciso autonomamente come " giornata del saldo ", questo indipendentemente se hai venduto o meno le forniture, rientrerai in possesso delle somme quando i periodici saranno chiamati in resa, un mese dopo, nel caso di periodici mensili.
Il legislatore nel 2012, aveva legiferato ponendo alcuni paletti a nostra tutela, per un paio di mesi tutti i giornalai avevano tirato un sospiro di sollievo. Siamo stati degli ingenui, non avevamo capito che le lobby di editori e distributori, mai avrebbero accettato una modifica del ben rodato, sistema per la raccolta di valuta fresca, siamo noi i finanziatori della loro attività, forniamo crediti ad interesse zero.
La legge in questione, l'articolo 39, è stato modificato per ben due volte vanificando di fatto qualsiasi tutela originariamente concessa ed oggi siamo al punto di partenza non abbiamo diritti ma solo doveri, dei quali, il più antipatico e pesante da sopportare è proprio la funzione di bancomat che ci viene imposta.
Altro punto toccato nell'intervista è quello del trasporto, la consegna delle forniture, nel caso venga effettuata dal distributore, ha un compenso aggiuntivo.
Non tutti i distributori effettuano il servizio di consegna, dove lo fanno, i rivenditori versano un contributo in percentuale, si tratta dell'1% del ricavo, in pratica il rivenditore anzichè avere un aggio del 20% calcolato sul prezzo di copertina defiscalizzato, ha il 19% e quel 1% versato dai rivenditori va sicuramente sommato al contributo che è a carico degli editori.
Il rapporto tra giornalai ed editori è normato da un contratto collettivo, si tratta dell'accordo nazionale, un insieme di regole che disciplinano diritti e doveri sia degli editori che dei rivenditori.
Nel corso dei decenni questo accordo è stato più volte rinnovato, l'ultimo risale al 2006 ed è tutt'ora in vigore.
 Spesso i distributori locali lo aggirano imponendo regole proprie, per regole si intende una serie di balzelli non contemplati dall'accordo nazionale, impongono forme di garanzia fideiussorie penalizzanti, hanno il potere di decidere a chi e se fornire il prodotto editoriale.
Il solo fatto di essere in possesso di una licenza non significa che si potrà operare, dipende dalla discrezionalità del distributore dunque, il suo è un potere enorme che stride fortemente con quanto si deduce dall'intervista rilasciata.

GDP

COMPIEGAMENTI - CAMPAGNA ANTIFRUTTAMENTO

Alla cortese attenzione delle Segreterie Nazionali di tutte le OO.SS. di categoria.


marzo 2014
Sono passati due anni dalla precedente denuncia e non si è mossa foglia, gli editori continuano imperterriti a sfruttare la rete di vendita per vendere spazi nelle proprie pagine agli inserzionisti e, compensando i rivenditori con una manciata di briciole, cifre talmente irrisorie valutando il prodotto compiegato che risultano offensive.
Rinnoviamo con forza l'invito a farsi carico del problema nella speranza che non passino ancora un paio d'anni prima che venga assunta una qualche iniziativa atta a risolvere la questione.
Ringraziando anticipatamente per la sicura e solerte risposta auguriamo buon lavoro.
Gruppi Facebook Giornalai

(12/04/2012)
Alla cortese attenzione delle Segreterie Nazionali di tutte le OO.SS. di categoria.
Nella giornata di ieri 11 aprile è stata imposto il compiegamento del mensile MAX alla Gazzetta dello Sport.
Per questa operazione ci è stato riconosciuto un compenso di 0.0052 centesimi.
Come si sia arrivati a quella cifra non è chiaro, l'Accordo Nazionale cita due casi per i quali viene corrisposto, a seconda della tipologia, un compenso, 0.0037 od uno di 0.0185 Quando è stato stipulato l'Accordo Nazionale per "allegati da compiegare" era inteso un qualcosa prodotto dall'editore a complemento della propria testata. In questo caso è stata palesemte messa in atto una operazione pubblicitaria sfruttando l'operato dei rivenditori compensando il lavoro fatto con frazioni di centesimo. Noi contestiamo questo comportamento, questa interpretazione dell'Accordo Nazionale ci sembra bizzarra. 
Distinti saluti.
Gruppi Facebook Giornalai

Alla cortese attenzione di tutte le Organizzazioni Sindacali.
Le proposte di abbonamento inserite nelle pubblicazioni destinate alla rete di vendita hanno superato ogni limite di sopportazione, le proposte di abbonamento superscontato che siamo costretti a veicolare danneggia noi stessi e ci ricopre di ridicolo, chiediamo che l'argomento sia affrontato con urgenza e determinazione.

sabato 24 maggio 2014

LETTERA APERTA A MARINA BERLUSCONI

Illustrissima Presidente,

siamo un folto gruppo di edicolanti, da moli anni ci chiediamo come sia possibile che la Mondaori da Lei presediuta possa praticare una staordinaria tipologia di sconto sui propri periodici.
Consapevoli che i prodotti sono di proprietà dell'Editore e che dunque decide autonomamente le proprie statregie di mercato, quello che contestiamo è l'utilizzo della rete di vendita ( cioè noi ) per proporre ai clienti degli edicolanti ( faticosamente fidelizzati ) le allettanti proposte di abbonamento.
Questa strategia commerciale costringe l'edicolante a lavorare contro se stesso, consapevolmente noi suggeriamo alla clientela come spendere meno, come acquistare lo stesso prodotto spendendo meno della metà, sarebbe un'opera meritoria se questa procedura non danneggiasse il rivenditore.
Questa imposizione oltre che a danneggiarci ci umilia, vanifica i nostri sforzi, più vendiamo e più divulghiamo, consegnamo cartoline con proposte di abbonamento che contribuiscono ad allontanare la clientela dal punto vendita e questo, inevitabilmente, porterà alla chiusura di altre migliaia di rivendite.
Cosa chiediamo ? Se non è possibile cambiare strategia di mercato, invitiamo a non inserire le proposte in oggetto nelle copie destinate alla rete di vendita ma che, tali proposte, siano divulgate utilizzando altri strumenti, televisione, web, radio, volantini e/o qualsiasi altro mezzo che non coinvolga gli edicolanti.
Certo, le forme suggerite producono dei costi, costi inesistenti con le procedure attuali perchè il rivenditore " collabora gratuitamente ", costi che potrebbero determinare una riduzione degli sconti proposti agli abbonati riequilibrando di fatto il rapporto tra rete abbonati e rete edicole.

Ringraziando per l'attenzione Le saremo grati per una Sua risposta.

Gruppo FaceBook Giornali
giornalaiditalia@altervista.org

LETTERA APERTA A:

  1. ON. LUCA LOTTI
  2. MARINA BERLUSCONI
  3. DISTRIBUTORI NAZIONALI
  4. CORRIERE della SERA
  5. Armando Abbiati SNAG
  6. Abbonamenti Mondadori
  7. Editore di AUTO
  8. Al Direttore di AUTO

Alcune lettere inviate a istituzioni, sindacati, distributori ed editori, per il momento di risposte non ne sono arrivate.
Continueremo a scrivere sottoponendo quesiti ed istanze, prima o poi qualcuno si prenderà la briga di risponere ( si spera )

EDICOLE - Mezzo secolo di storia

Dal dopoguerra ad oggi i giornalai ne hanno fatto di strada e, non sempre in discesa.
La vecchia figura del GIORNALAIO che operava su un banchetto o in un barattolo di latta si è trasformata ed i chioschi sono diventati dei veri negozi, non pochi sono di dimensioni notevoli e muniti di ogni confort, anche  la " merce " messa in vendita si è evoluta ed il giornalaio odierno vende di tutto
( spazio permettendo )
Allora son tutte rose e fiori ?
No ovviamente, i vecchi giornalai, le generazioni che ci hanno preceduto, hanno combattuto per ottere alcune cose, maggiori tutele sia legislative che contrattuali ed  alcune migliorie economiche.
Purtroppo sulla parte economica oggi possiamo stendere un velo pietoso, nel corso dei decenni buona parte del lavoro fatto da chi aveva " le scarpe grosse e il cervello fino " è stato vanificato e poco alla volta, ad ogni nuovo Accordo Nazionale che si susseguiva, si perdeva qualcosina, tante piccole cose sommate diventano  una grossa fregatura.
La più macroscopica si può individuare sugli abbonamenti, gli accordi fatti dai " saggi " prevedevano che l'editore non possa praticare agli abbonati sconti superiori all'aggio concesso ai rivenditori, uno scontro ad armi pari insomma, oggi questa tutela è sparita e noi ci ritroviamo a dover confrontarci con sconti per gli abbonati che arrivano fino all'80%, qualsiasi persona di media intelligenza capirebbe subito che la battaglia è persa in partenza e, considerando che siamo noi stessi a divulgare queste allettanti proposte di abbonamento inserite furbescamente nelle pubblicazioni che vendiamo, si arriva al classico " cornuti e mazziati ".

Questa bella edicola di un collega di Reggio Emilia " certifica " in modo inequivocabile il salto di qualità se comparata con il chioschetto poco sopra ma, nella situazione attuale, in questo periodo di crisi economica, neanche questo basta anzi, per certi versi è uno spreco perchè i " lettori " hanno chiuso i cordoni della borsa.

A sinistra si può vedere un estratto dell' Accordo Nazionale del 1974, l'articolo 6sanciva una conquista non da poco, conquista dei " scarpe grosse e cervello fino ", conquista che la nuova generazione di sindacalisti non ha saputo mantenere, che
scarpe di vernice ?

OGGI SIAMO MESSI COSI'

LA GRANDE FREGATURA

Ci sono case editrici " blasonate " che evidentemente sono " alla frutta ", non si può spiegare altrimenti il dilagare dei SUPERSCONTI sugli abbonamenti che possono superare il 70% del prezzo di copertina.

Piccolo esempio di quanto offre la Mondadori

In cosa consiste la fregatura ? ( Per il giornalaio intendo )
Molto banalmente, siamo noi che diffondiamo e pubblicizziamo le offerte, le cartoline con le 
" proposte  irrinunciabili "
sono subdolamente inserite nelle copie che noi vendiamo e pertanto siamo costretti a lavorare contro noi stessi, suggeriamo al cliente lettore come risparmiare, come abbandonare l'edicola, in definitiva come farci 
morire commercialmente.

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